Sala espositiva del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato — foto: Enrica Ridolfi · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un dato che stupisce chi non conosce Prato: il primo museo italiano progettato e costruito da zero per ospitare l'arte contemporanea non sta a Roma, né a Milano, né a Torino. Sta qui, poco fuori dalle mura, e si chiama Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci.

Un edificio che è già un'opera

Il corpo originario risale agli anni Ottanta: un impianto razionale, pensato per le sale espositive e per il rapporto con lo spazio aperto intorno. A questo si è aggiunto, in tempi recenti, l'ampliamento che ha cambiato la faccia del museo: un anello dorato che avvolge l'edificio storico, con un'antenna sinuosa che si alza sul tetto e si vede dalla superstrada.

È un'architettura che divide - c'è chi la trova geniale e chi la trova eccessiva - e questo, per un museo d'arte contemporanea, è forse il complimento migliore.

Cosa c'è dentro

Il Pecci non è solo sale espositive. Ci sono la collezione permanente, gli spazi per le grandi mostre temporanee, un teatro, una biblioteca specializzata e un archivio: l'insieme funziona più come centro culturale che come museo in senso stretto.

Il calendario lo dimostra: accanto alle mostre ci sono concerti, proiezioni, rassegne cinematografiche, incontri e presentazioni. Se cercate qualcosa da fare la sera e non volete la solita passeggiata in centro, è il primo posto da controllare.

Consiglio: le mostre temporanee ruotano nel corso dell'anno e cambiano completamente l'esperienza della visita. Prima di andare, date un'occhiata al programma sui canali ufficiali del centro per sapere cosa è esposto durante il vostro soggiorno.

Come arrivarci

Il Pecci si trova a sud-est del centro storico, fuori dalle mura, lungo la direttrice che porta verso la superstrada. Dagli appartamenti di Via Adriano Zarini sono pochi minuti in auto, e in zona si parcheggia senza difficoltà - il che, rispetto ai musei del centro, è un vantaggio non trascurabile.

Mettete in conto almeno mezza giornata: fra le sale, l'anello esterno e la caffetteria, il tempo passa più in fretta di quanto si pensi.

Una storia che comincia negli anni Ottanta

Il museo nasce per volontà di un imprenditore pratese che lo dedicò alla memoria del figlio, Luigi Pecci. È un dettaglio che spiega molto: il Pecci non è una costola di un grande ente pubblico, ma il risultato di un rapporto diretto fra l'industria pratese e l'arte contemporanea, in una città che sul fare e sul produrre ha costruito la propria identità.

Da subito la programmazione ha avuto un respiro internazionale, con artisti che in Italia erano poco visti. Questo ha creato negli anni un pubblico locale abituato al contemporaneo, cosa non scontata in una città di queste dimensioni.

Come si visita

La visita si organizza su due livelli: la collezione permanente, che dà la misura della storia del museo, e la mostra temporanea in corso, che è quella che cambia il tono della giornata. Vale la pena dedicare tempo anche all'esterno: l'anello dorato si percorre, e la vista dall'alto sulla piana è un pezzo dell'opera.

Per chi viaggia con ragazzi, il Pecci è spesso la sorpresa del soggiorno: l'arte contemporanea, con le sue installazioni e i suoi spazi, funziona meglio delle sale di pittura antica.

Se il contemporaneo non fa per voi

Capita di trovarsi davanti a un'opera che non dice niente, e di concludere che il museo non fa per noi. Al Pecci vale la pena resistere a quell'impulso: la parte architettonica e il rapporto fra l'edificio e la piana attorno funzionano anche per chi con l'arte contemporanea ha poca confidenza.

E se proprio la mostra in corso non convince, resta il calendario: concerti, proiezioni e incontri sono spesso la parte più accessibile della programmazione, e si trovano sui canali ufficiali del centro.

Dormi a una ventina di minuti a piedi dal centro di Prato

Due appartamenti da 45 m² in Via Adriano Zarini, 252, con vasca idromassaggio in camera, cucina attrezzata e parcheggio privato gratuito nel resede.