Prato ha un vantaggio che molte città d'arte toscane non hanno: il centro storico è compatto, chiuso dentro il perimetro delle mura medievali, e si attraversa a piedi in una ventina di minuti da un capo all'altro. Questo vuol dire che una giornata basta davvero, senza la sensazione di aver corso.
Dagli appartamenti di Via Adriano Zarini il centro dista poco più di un chilometro. Si può andare a piedi, oppure lasciare l'auto in uno dei parcheggi a ridosso delle mura e cominciare da lì.
Mattina: il Castello dell'Imperatore
La prima tappa è il Castello dell'Imperatore, e non solo per ragioni di comodità: è l'edificio che spiega meglio di ogni altro perché Prato sia diversa dalle città toscane vicine. Federico II di Svevia lo fece costruire nel Duecento come presidio sulla strada fra il Nord e il Regno di Sicilia, e la sua architettura squadrata, in pietra chiara, arriva dritta dal Sud: è l'unico castello federiciano dell'Italia centro-settentrionale.
La visita si fa soprattutto sulle mura: il camminamento di ronda gira tutto il perimetro e regala la vista dall'alto sui tetti del centro. Il cortile interno, nella bella stagione, ospita rassegne all'aperto.
Il Duomo, il pulpito di Donatello e la Sacra Cintola
Da qui si risale verso la cattedrale di Santo Stefano, il Duomo. La facciata a fasce bianche e verdi si riconosce subito, ma la cosa da guardare per prima è all'angolo: il pulpito esterno progettato da Donatello e Michelozzo, sporgente sulla piazza. Non serviva per predicare, ma per mostrare alla folla la Sacra Cintola, la reliquia intorno a cui è cresciuta l'identità religiosa della città.
Dentro, dietro l'altare maggiore, ci sono le Storie di Santo Stefano e di San Giovanni Battista affrescate da Filippo Lippi: uno dei cicli più importanti del Rinascimento fiorentino, e uno di quelli che si visitano con meno coda rispetto a quanto accade a pochi chilometri di distanza.
Pomeriggio: Piazza del Comune e Palazzo Pretorio
Il pomeriggio è il momento giusto per Piazza del Comune, il salotto della città. Da un lato il Palazzo Comunale con i suoi portici, dall'altro la mole medievale di Palazzo Pretorio, in mezzo la Fontana del Bacchino e la statua di Francesco Datini, il mercante trecentesco il cui archivio commerciale è ancora oggi materia di studio per gli storici dell'economia.
Palazzo Pretorio ospita il museo civico: un percorso in ordine cronologico che va dalle tavole a fondo oro del Trecento fino all'Ottocento, con opere di Donatello e Filippo Lippi. Le sale sono luminose e quasi mai affollate, il che permette di guardare le opere con una calma che altrove è diventata rara.
Se avanza tempo: il Museo del Tessuto
A poche centinaia di metri, dentro le mura, c'è l'ex fabbrica Campolmi, oggi sede del Museo del Tessuto: il principale museo italiano dedicato all'arte e alla tradizione tessile. È il posto che spiega tutto il resto della città - il perché di certi quartieri, di certe architetture, di una ricchezza costruita sui telai.
Chi ha ancora energia può chiudere la giornata al Centro Pecci, poco fuori dalle mura: l'anello dorato che avvolge il museo d'arte contemporanea è visibile dalla superstrada, e il suo calendario va ben oltre le mostre.
Dove fermarsi
La zona dei tavolini è quella fra Piazza del Comune e Piazza del Duomo: è lì che il centro si anima nel tardo pomeriggio. Non ci azzardiamo a consigliarvi un locale preciso - cambiano, e i gusti sono diversi - ma vi diciamo dove guardare.
Una variante per il secondo giorno
Chi si ferma più a lungo può usare il secondo giorno per uscire dalle mura. Il Centro Pecci merita mezza giornata da solo, fra sale espositive, anello esterno e calendario di eventi; e nel pomeriggio si può scendere verso le Cascine di Tavola, il parco mediceo alle porte della città, per una camminata senza dislivelli.
In alternativa, la ferrovia mette Firenze a pochi minuti: dormire a Prato e passare una giornata in centro a Firenze è una delle combinazioni più efficienti che si possano organizzare in Toscana, perché evita zone a traffico limitato e parcheggi.
Un errore da non fare
L'errore più comune di chi passa da Prato è trattarla come una sosta di un'ora fra Firenze e Pistoia. In un'ora si vede la facciata del Duomo e poco altro, e si torna a casa convinti che Prato sia una città industriale senza niente da vedere.
La verità è che questa città chiede poco tempo ma lo chiede tutto insieme: una giornata intera, camminando, entrando nei musei e fermandosi in piazza. Chi gliela concede, di solito, ci torna.
Dormi a una ventina di minuti a piedi dal centro di Prato
Due appartamenti da 45 m² in Via Adriano Zarini, 252, con vasca idromassaggio in camera, cucina attrezzata e parcheggio privato gratuito nel resede.